I PROSSIMI ROOKIES SOTTO OSSERVAZIONE:
Con l'apertura ufficiale del mercato ormai alle porte (dal 28 febbraio le squadre NFL possono mettere sotto contratto i free agent che vogliono cambiare maglia), la scorsa settimana l'attenzione del mondo del football professionistico si è concentrata su Indianapolis, dove si teneva l'annuale "Scouting Combine". Si tratta del momento più importante in vista del draft del 26-27 aprile; i principali prospetti universitari sono stati analizzati dal punto di vista medico, atletico e tecnico da rappresentanti di tutte le squadre NFL, e in poche ore qualche giocatore ha probabilmente visto la sua posizione nel draft migliorare o peggiorare notevolmente.
Tra i giocatori più attesi alla Combine c'era Willis McGahee, il RB dell'università di Miami che sarebbe stato sicuramente tra le primissime scelte del draft se non si fosse gravemente infortunato al ginocchio durante la finale nazionale, il Fiesta Bowl. All'inizio si pensava che McGahee avrebbe saltato addirittura tutta la stagione 2003, ma l'ex Hurricane sta lavorando duramente per dimostrare alle squadre che sarà pronto già per i training camp estivi; tuttavia, anche se riconoscono che la velocità di guarigione di McGahee è superiore alle previsioni, i dottori consigliano al giocatore di non affrettare troppo il rientro, e di aspettare almeno fino alla metà della prossima stagione. Nel frattempo, McGahee, che è ancora convinto di valere una scelta al primo giro (anche se secondo gli esperti difficilmente sarà chiamato prima del secondo), ha licenziato il suo vecchio agente e assunto il celebre Drew Rosenhaus, proprio perché quest'ultimo è convinto che McGahee valga una delle prime scelte.
Sempre alla Combine, interessante l'ammissione di Byron Leftwich, ex QB dell'università di Marshall, considerato uno dei prospetti più interessanti nel suo ruolo. Il giocatore ha confessato che l'infortunio occorsogli in novembre non era soltanto una contusione allo stinco, come si era detto al tempo, ma una frattura da stress alla gamba. Leftwich ha detto di aver tenuta nascosta la gravità del problema per evitare di rendere noto alle difese il suo punto debole, ma la sua ammissione ha fatto sì che il QB fosse uno dei giocatori maggiormente "scrutati", soprattutto a livello medico.
CELEBRI ADDII: La storica carriera di Emmitt Smith con la maglia dei Dallas Cowboys si è ufficialmente chiusa ieri, quando la squadra ha tagliato il RB più prolifico nella storia del gioco. I Cowboys avevano chiesto a Smith di consentire ad una riduzione del suo stipendio per il 2003 e di accettare il ruolo di riserva nella prossima stagione; Smith ha rifiutato, e ora cercherà un posto da titolare altrove. La mossa serve ai Cowboys per risparmiare circa 5 milioni di dollari rispetto al salary cap.
Con l'inizio ufficiale dell'annata secondo il calendario NFL, fissato per il primo marzo, molte altre squadre sono state costrette a tagliare giocatori veterani per non eccedere il tetto salariale. Il giocatore più celebre, tra gli altri svincolati, è probabilmente il RB dei Redskins Stephen Davis, che lo scorso anno si era più volte lamentato pubblicamente per il sistema offensivo implementato dal nuovo coach Steve Spurrier, decisamente portato verso il gioco aereo. E' stato tagliato, dai Pittsburgh Steelers, anche Kordell Stewart, la cui travagliata e inconsistente carriera con i giallo-neri termina quindi dopo 9 stagioni. Tra i giocatori svincolati, da segnalare anche la safety dei Seahawks Marcus Robertson, la safety dei Chargers Rodney Harrison e il defensive tackle dei 49ers Dana Stubblefield.
Qualche problema finanziario, ovviamente, lo hanno anche i campioni in carica di Tampa Bay. Nonostante la dirigenza della squadra pochi giorni fa abbia affermato che nessun veterano sarà svincolato, la squadra sembra vicina al taglio del centro Jeff Christy, che si è rifiutato di rinegoziare il suo contratto, cosa che invece è stata fatta dal linebacker Derrick Brooks. Disponibile ad una riduzione dello stipendio si è detto anche Keyshawn Johnson.
PENSIERI SUPPLEMENTARI: Si parla da anni di cambiare il modo in cui sono decise le partite che finiscono in parità, e quest'anno la spinta verso una sostituzione del formato dell'Overtime NFL sembrava essere più forte che mai. Invece, secondo quanto trasparso dalle discussioni che il Competition Commette della NFL ha avuto durante la Combine, per ora non ci saranno cambiamenti, perché meno del 75% dei coach (che è il tipo di maggioranza necessario per una scelta del genere) è favorevole ad eliminare il "sudden death". Tuttavia, pare che a circa il 50-60% degli allenatori NFL il sistema non piaccia, e non è escluso che la percentuale aumenti in futuro.
Tra i nuovi formati proposti c'è l'idea di un periodo supplementare simile a quello utilizzato nel college football (ad entrambe le squadre viene dato almeno un possesso, a partire dalle 25 yards avversarie) e quella di un formato simile a quello attuale, ma in cui la squadra che vince il sorteggio partirebbe da una posizione fissa sul campo (20 o 30 yards), senza il kickoff.
RAMS IN CRISI?: Dopo una stagione a dir poco deludente, i Rams si presenteranno al via dell'annata 2003 con una serie di importanti interrogativi. Innanzitutto, c'è da considerare la possibile controversia nel ruolo di QB, che però è stata placata dalle dichiarazioni di coach Mike Martz degli ultimi giorni e dal fatto che St.Louis ha pagato a Warner un bonus di 6 milioni di dollari, piuttosto che ristrutturare il suo contratto. Poco dopo il termine della stagione, Martz aveva detto che al training camp sarebbe stata battaglia tra l'ex MVP e Marc Bulger, che NEL 2002 è stato superlativo quando è sceso in campo al posto di Warner; pochi giorni fa, però, il capo allenatore dei Rams ha fatto marcia indietro, assicurando alla stampa che il titolare per il 2003 sarà Warner.
L'incertezza nel ruolo di QB (alimentata dal fatto che Warner si è fratturato la mano destra in 5 diversi punti negli ultimi 3 anni) non è la sola preoccupazione dei tifosi di St.Louis. La squadra è di poco sotto al salary cap, e 6 degli 8 migliori uomini di linea sono in scadenza di contratto. Inoltre, Marshall Faulk viene da una stagione mediocre, in cui è stato debilitato da un persistente infortunio alla caviglia, e anche se pare che, in questa offseason, stia lavorando come mai in precedenza, l'ex giocatore dei Colts compirà tra pochi giorni 30 anni, età che per un runningback può significare l'inizio di un lento declino. Infine, secondo molti, anche Isaac Bruce è parso meno esplosivo del solito durante la scorsa stagione, e anche per il 31enne ricevitore il futuro è denso di punti di domanda.
ECCO I "FRANCHISE PLAYERS": Durante la scorsa settimana, molte squadre NFL hanno nominato il loro "franchise player". In poche parole, definire un proprio free-agent "franchise player" significa che per la stagione successiva al giocatore dovrà essere pagato almeno uno stipendio corrispondente alla media dei 5 salari più alti nella lega nello stesso ruolo. Il giocatore può negoziare il contratto anche con altri, ma la sua vecchia squadra acquisisce il diritto di mantenere il giocatore pareggiando un'eventuale offerta di un'altra franchigia. Non solo: nel caso essa non voglia pareggiare l'offerta, le regole stabiliscono che la squadra che perde il giocatore riceve due prime scelte come compensazione. L'etichetta può essere tolta se la squadra raggiunge un accordo a lungo termine con il giocatore.
Tra i giocatori nominati "franchise player", l'uomo di linea offensive dei Seahawks Walter Jones, il cornerback dei Ravens Chris McAllister, la safety dei Jaguars Donovan Darius, il linebacker dei Falcons Keith Brooking, la safety dei Patriots Tebucky Jones e il ricevitore dei Bills Peerless Price. Ha destato scalpore la mossa dei Panthers, che hanno usato l'etichetta per il punter Todd Sauerbrun (inusuale che essa sia utilizzata per un calciatore, anche se Sauerbrun è uno dei migliori della lega nel suo ruolo).
Invece, pur avendo più spazio sotto il salary cap di qualunque altra squadra, i Cardinals hanno deciso di non designare "franchise player" il loro free agent più importante, il ricevitore David Boston. Arizona è preoccupata per il calo di rendimento e per i problemi fuori dal campo di Boston, ma ora rischia di perdere il giocatore senza ricevere alcun tipo di compensazione.
RB AL RIENTRO?: Infine, qualche novità riguardo due RB la cui carriera si è bruscamente interrotta, anche se in circostanze completamente differenti.
I Lions hanno confermato di aver contattato Barry Sanders, uno dei giocatori più talentuosi ed enigmatici della storia della lega, sperando di convincere il RB a tornare in attività. Sanders, tuttavia, ha risposto picche, affermando ancora una volta di considerare un rientro solo se in grado di negoziare un contratto con qualunque squadra NFL. Il problema è che Sanders, che stupì il mondo del football quando, dopo aver emozionato il pubblico per 10 stagioni con le sue movenze ubriacanti, si ritirò improvvisamente all'inizio del '99, è tecnicamente ancora vincolato ai Lions, che possiedono i suoi diritti e sono l'unica squadra con cui può raggiungere un accordo.
Sembra invece vicino all'ennesimo rientro Terrell Davis, che, pare, firmerà presto un nuovo contratto con i Broncos. Davis, che dal 1998 ad oggi ha giocato in sole 17 gare a causa di una serie infinita di infortuni al ginocchio, non si è mai ritirato ufficialmente, ed accettando un contratto minimo (ma denso di incentivi in caso di buon rendimento) permette ai Broncos di migliorare la loro situazione finanziaria in termini di salary cap. |