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By Alessandro Taraschi

  NEW ENGLAND PATRIOTS 20 - ST. LOUIS RAMS 17

NEW ENGLAND
Brady 7 – Ha 24 anni. Alla sua prima stagione arriva al Super Bowl e lo vince. Dato che non si sa a chi assegnare l’Mvp la Nfl lo premia anche come migliore in campo. Forse esagerando. Non compie giocate miracolose, ma non commette errori e nel finale è davvero glaciale. Il primo di una lunga serie?
A. Smith 7,5 – Nessuno lo ha considerato più di tanto prima dell’incontro, lui risponde con una prestazione di sostanza in grado di far impallidire Marshall Faulk. Anche i numeri parlano per lui. Era l’erede designato di Thurman Thomas a Buffalo e… destino beffardo, ha già superato il maestro in quanto a titoli vinti…
T. Brown 7,5 – Brady ha dichiarato che giocare con lui rende tutto più semplice, ed ha ragione. Non un fisico da far paura, anzi, ma un cuore immenso e due mani eccellenti. Sua la ricezione che nell’ultimo drive spiana la strada allo storico calcio. Terry Glenn? Who?
Patten 7 – Una ricezione per l’unico touch down dell’attacco, molto simile a quello di domenica scorsa anche se ricevere il lancio del ragazzo è stato più impegnativo del preciso lob di Bledsoe. Una corsa per un ampio guadagno ed un importante primo down. Un lancio profondo troppo lungo su cui non è arrivato per un pelo… Essenziale.
Wiggins 6 – Si lascia sfuggire un pallone che Brady gli serve al bacio. Riceve due sole volte nel resto del match.
K. Faulk, Edwards 6 – Faulk indovina un’ottima corsa centrale, Edwards è servito per due volte su passaggio per variare i bersagli di Brady. Utili entrambi.
Redmond 6,5 – Meglio quando esce a ricevere rispetto a quando corre. Nell’ultimo drive il suo sforzo è fondamentale.
Defense 9 – Non sono i Ravens, ma per come hanno giocato contro l’incredibile attacco dei Rams, non hanno nulla da invidiare ai loro predecessori. Law, Milloy, Otis Smith, Buckley, McGinest, Phifer, Cox hanno vissuto una seconda giovinezza affiancati egregiamente da giovani o semi-sconociuti come Vrabel, Seymour, Pleasant, Jones e Hamilton. Il generale che li ha condotti dalla panchina comunque sa il fatto suo, su questo non ci piove.
Special team 8 – Non sbagliare era un compito tutt’altro che semplice in un Super Bowl in cui le attenzioni di tutti erano proprio per loro dopo quanto visto a Pittsburgh. Ci sono riusciti e si sono presi la soddisfazione di vincere l’incontro in prima persoa, ed è la terza volta su tre in questi playoff.
Adam Vinatieri 9 – Il vero Mvp dei playoff e forse anche del Super Bowl. Nella bufera aveva spazzato via i Raiders con il suo piedino. Sul turf la pressione era ben peggio di una slavina ma Vinatieri non ha tremato. Il calcio finale era dalle 48, mica una bazzecola, l’impressione è che l’avrebbe segnato anche dalle 70. L’ultima volta che un kicker calciò per vincere il Super Bowl (Norwood, di Buffalo nel ’91) non andò altrettanto bene, e questo non fa che incrementare la nostra stima per Adam il perfetto.
Coach Belichick 8,5 – Ha preparato una difesa studiata nei minimi particolari che ha ingabbiato tutte le opzioni dei Rams. Warner sotto pressione, sempre in difficoltà. Faulk senza grossi guadagni e lontano mille miglia dal trovare ritmo. Holt e Bruce invischiati nelle folte secondarie. Geniale. L’attacco conservativo è perfetto per la sua filosofia e per battere i Rams. Bisogna evitare qualsiasi errore e lui lo fa. E poi non è vero che manca la fantasia. Kevin Faulk è pronto anche a lanciare ma non c’è spazio. Edwards riceve palla direttamente dal centro per una corsa centrale. Patten strabilia con un end around, e quando serviva in questi playoff si è preso i suoi rischi… poi può sempre mandare in campo il perfetto, no?
PALLA DEL MATCH: PATRIOTS DEFENSE
Fermare l’attacco di St. Louis da ormai tre anni è impresa che rasenta l’eroico. La difesa di New England per tre quarti di partita chiude ogni varco a Warner e Marshall Faulk. In più segna sette punti e per altre due volte ricoquista l’ovale. Il nostro ultimo pallone del match dell’anno va proprio a loro, ai Law, ai Seymour, agli Hamilton, agli Smith, capaci di sovvertire ogni pronostico da settembre ad oggi. Complimenti.
ST. LOUIS RAMS
Warner 5 – Non è stata la sua giornata migliore e s’è visto alla svelta. Per tre periodi e mezzo è l’ombra di sé stesso poi con due lampi rimette in partita i Rams. Tardi. Nei suoi occhi non si leggeva la stessa determinazione del Superbowl contro Tennessee.
M. Faulk 5,5 – Serviva il Faulk delle grandi occasioni ed invece la difesa dei Pats è riuscita ad imbrigliarlo. Chiamato in causa a corrente alternata non trova mai il ritmo giusto che gli permetterebbe di aprire il gioco aereo. Le sue ricezioni non sono pugnalate nella difesa avversaria come al solito.
Holt 6 – Più nascosto del solito e controllato dal magistrale Ty Law, Holt finisce nell’anonimato una stagione che l’ha visto consacrarsi definitivamente.
Bruce 5,5 – Partita sotto media. Peccato perché non era una serata come tutte le altre ma il Super Bowl. Anche per lui l’attenuante “secondaria” di un’ottima e frustrante copertura con cui avere a che fare.
Hakim 6,5 – Indubbiamente il migliore tra i Rams, sfrutta ogni centimetro lasciatogli dalla difesa iper concentrata su Bruce e Holt. Approfitta anche di Faulk come specchietto per le allodole su un’end around da cinque yard di guadagno.
Conwell 5 – Due misere ricezioni per un ridottissimo guadagno, quando invece toccava a lui come ha fatto Hakim tentare di riempire i vuoti creati d Bruci e Holt.
Prohel 5,5 – Luci ed ombre per Proehl. Azzecca un paio di ricezioni di lunga gittata, segna il TD della riscossa con un impressionante finta di corpo, ma è suo il fumble che spiana la strada ai Patriots.
Defense 6 – Il limite della difesa, se si può definire limite, è solo quello di non aver provocato turn over, ma la tattita conservativa di Belichick qualcosa centra. Antowain Smith trova più spazio di quel che si poteva prevedere, ma la linea d’attacco di New England si è dimostrata più che valida.
Special team 5,5 – No big play, no party. Wilkins sbaglia un field goal dalle 52 che al momento di tirare le somme conta eccome. Hakim non entra mai a ritornare i calci e Bly non è la stessa cosa. Per dare la scossa va anche Faulk a dare una mano, ma non serve.
Coach Martz 5 – Ammettiamo che da lui pretendiamo di più. Il mago dell’attacco che abbiamo tanto pubblicizzato dovrà prendere lezioni da Harry Potter in estate, e non dimenticarsi mai che quando si ha una scopa come Marshall Faulk è un delitto non cavalcarla, specialmente se la bacchetta magica (Warner) si inceppa.

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