NEW
ENGLAND PATRIOTS 20
- ST. LOUIS RAMS 17
L'atto finale della stagione NFL 2001 è stato uno dei Super Bowl più
emozionanti di sempre, e, soprattutto, ci ha regalato una delle più grosse
sorprese della storia della lega, probabilmente la più grossa dai tempi della famosa "promessa" di Joe Namath nel terzo Super Bowl. I più pensavano
che i Patriots non sarebbero nemmeno arrivati ai playoffs, e invece New England ha marciato fino a New Orleans, eliminando sulla sua strada le
migliori squadre della AFC, gli Steelers e i Raiders, prima di arrivare al
big match contro i Rams, ritenuti imbattibili.
Domenica, al Super Dome, non ha vinto la squadra più ricca di talento; ha
vinto la formazione meglio messa in campo; coach Bill Belichick, uno specialista della difesa, ha imparato dagli errori della gara di regular
season, quando St.Louis, anche se di poco, aveva battuto New England, e ha
cambiato la sua strategia, facendo in modo che la squadra potesse approfittare del grosso punto debole dei Rams, la tendenza a perdere troppi
palloni.
L'entrata in campo dei Patriots ha simboleggiato il punto forte della squadra: l'unità. Al contrario di quanto avviene di solito, i giocatori di
New England sono usciti dal tunnel tutti insieme, dimostrando di voler rinunciare a un momento di "celebrità individuale", per rinforzare la
coesione di gruppo. Dal primissimo gioco della gara, poi, i Pats hanno fatto
vedere di essere scesi in campo decisi a ribaltare il pronostico, che li dava sfavoriti di 2 TD; Kurt Warner ha lanciato un lungo pallone per Torry
Holt, che appena ha messo le mani sull'ovale è stato violentemente colpito
dalla difesa di New England. E' stato un avvertimento, un "segnale" che lasciava intuire che la difesa dei Pats avrebbe mancato ben pochi placcaggi,
e giocato con grande decisione e intensità.
Al contrario di quello che aveva fatto nell'incontro di regular season, Belichick ha chiamato pochissimi blitz, lasciando ai 4 uomini di linea il
compito di "cacciare" il QB; Warner si è trovato spesso con tanto tempo per
lanciare, ma con i suoi ricevitori intrappolati dalle maglie della zona avversaria. Il QB dei Rams è stato costretto a tenere la palla in mano per
molto tempo, e ciò non solo gli ha spezzato il ritmo, ma ha anche rallentato
l'attacco dei Rams, basato in gran parte su "traiettorie a tempo". I due errori di Warner sono prodotti dell'ottimo schema difensivo chiamato da
Belichick: in occasione del primo intercetto, soprattutto, la linea d'attacco è stata confusa dal blitz di Mike Vrabel, e quando questo è
capitato addosso al QB, Warner si è fatto un po' prendere dal panico, lanciando il pallone nelle mani di Ty Law, il cui TD ha rovesciato a favore
dei Patriots l'inerzia della partita. Cruciale è stato anche il pallone intercettato da Otis Smith nel terzo periodo, su un'altra "traiettoria a
tempo" rotta da una scivolata di Torry Holt.
Contro gli Eagles, quando si è trovata in difficoltà alla fine del primo
tempo, St.Louis ha deciso di riparare continuando a dare la palla a Marshall
Faulk; domenica, la difesa dei Patriots ha impedito anche questo, grazie soprattutto ad un ottima prestazione della linea difensiva e dei linebacker,
Tedy Bruschi su tutti, che hanno giocato una gara molto diligente, evitando
di farsi punire dai caratteristici cambi di direzioni dell'ex stella di San
Diego State.
Per i Patriots, in attacco, è stato cruciale il lavoro di Antowain Smith,
che ha macinato ben 92 yards sul terreno, specialmente nel secondo e nel terzo quarto; i tackle di New England, Matt Light e Greg Robinson Randall,
inoltre, hanno contenuto benissimo i due rapidi defensive end dei Rams,
Grant Wistrom e Leonard Little, i due elementi principali della linea di difesa di St.Louis.
Nel quarto periodo, St.Louis ha avuto un impennata d'orgoglio, favorita da
un calo fisico della linea difensiva e della secondaria dei Patriots. Se Willie McGinest non avesse platealmente trattenuto Faulk su quel quarto
down, la gara sarebbe finita con il fumble riportato in end-zone da Tebucky
Jones; invece, arrivati a un passo dal traguardo, New England è stata un po'
troppo conservativa nei minuti finali, e ha permesso ai Rams di mettere a segno un rapido drive per il pareggio, durante il quale la secondaria dei
Pats ha dimostrato ancora una volta di essere esausta, mancando placcaggi non impossibili in più di un'occasione.
Con circa 80 secondi sul cronometro, e nessun timeout a disposizione, New England avrebbe potuto inginocchiarsi e giocarsi il tutto per tutto ai
supplementari; invece Belichick, smentendo fra gli altri il grande John Madden, ha dato a Brady la possibilità di vincere subito la gara. La giocata
decisiva è stata messa a segno ancora una volta da Troy Brown, che è riuscito a trovare uno spazio nella soffice zona dei Rams, e ha messo Adam
Vinatieri in condizioni di essere ancora una volta l'eroe; il kicker dei Patriots non ha mai sbagliato un FG in carriera al coperto, e dopo aver
calciato da ben 45 yards nella bufera di neve, contro i Raiders, ieri avrebbe potuto essere fermato solo da un blocco o da un brutto snap.
Come si era detto nel pre gara, i Patriots per vincere avrebbero dovuto mettere a segno almeno una gran giocata in difesa, o con gli special team, e
avrebbero dovuto tenere l'attacco avversario il più possibile in panchina;
in realtà St.Louis ha dominato il tempo di possesso, e ha guadagnato 160 yards in più di New England, la prima volta nella storia del Super Bowl che
una squadra vince nonostante una discrepanza così grossa nel numero di
yards. La statistica chiave della partita, però, sono le palle perse: 3 per
i Rams e nessuna per i Patriots; i turnovers sono proprio quello di cui St.Louis aveva paura, visto che le uniche due sconfitte degli uomini di Mike
Martz, in regular season, erano state causate da un grosso numero di palle
perse.
Tutto sommato, quindi, "Cenerentola" New England ha meritato di vincere contro i Rams, anche se, tornando indietro con la memoria di un paio di
settimane, ci ricordiamo che non sarebbe neanche arrivata a New Orleans se
non fosse stato per un piccolo aiutino arbitrale. Per chiudere, una critica
sulla nomina a MVP di Tom Brady; è vero che il successo dei Patriots è stato, come poche altre volte in passato, una vittoria di squadra, e che il
QB è il simbolo della squadra come nessun altro giocatore; ma 16 su 27 per
145 yards non mi sembrano proprio statistiche da MVP... |