DOLPHINS Ancona - MARINES
Ostia 31-17
(7-3, 17-0, 7-7, 0-7)
Il primo pass per il XXIII Superbowl d’Italia,
in calendario il prossimo 12 luglio a Civitanova Marche, porta il nome degli
Executive Busco Dolphins, che per il terzo anno consecutivo accedono alla
finalissima della Golden League, che assegnerà il titolo italiano del football
americano.
La qualificazione degli adriatici non è praticamente mai stata in dubbio e
grazie ad una stratosferica prestazione corale del reparto difensivo dorico,
soprattutto nel primo tempo, quando in più di un’occasione è riuscito a non
concedere yard agli avversari regalando più volte l’ovale al proprio attacco che
ha monetizzato in soldoni i possessi del cuoio.
Alla fine del primo tempo (24-3), la franchigia anconetana aveva già un piede e
mezzo in finale e nei due quarti finali i ragazzi di coach Luchena si sono
praticamente limitati a controllare il gioco degli impotenti laziali, che
comunque come era prevedibile si sono dimostrati, grazie anche alla buonissima
prestazione del runningback ex Nfl Brock Olivo, formazione ostica da domare.
Lo scorso anno in semifinale scudetto gli Executive Busco avevano affrontato gli
stessi avversari e il risultato al termine di quella gara fu ad appannaggio dei
marchigiani che ormai vantano nei confronti dei Marines, il record di 5 vittorie
su 6 partite disputate. L’unico neo per i Dolphins è stata l’ espulsione dal
campo di capitan Belvederesi a 40” dalla fine per un veniale fallo di gioco, che
potrebbe far saltare la prossima importantissima partita ad una della pedine
chiave della linea di difesa dorica.
A questo punto devono essere spese due parole anche sugli arbitraggi che di
volta in volta rischiano di rovinare l’esito di gare già scontate nel risultato.
La partita di ieri sera, prolungata oltre il dovuto da un’incredibile serie di
consulti della crew arbitrale, che in più di un’occasione hanno sollevato vere e
proprie bordate di fischi da parte degli oltre 800 supportes che gremivano la
tribuna del Dorico, ha rischiato più volte di uscire dai binari del fair play,
solo a scapito dello spettacolo e del bel gioco.
Partono subito in apnea gli Executive Busco che in apertura subiscono un calcio
da 3 punti scaturito dopo un buonissima corsa del runningback Olivo che riusciva
a portarsi sulle 18 yard difensive dei marchigiani e Brusco metteva l’ovale tra
i pali 0-3. Su capovolgimento di fronte i Dolphins trovavano il touchdown dopo
un buon drive offensivo sull’asse Mari-Capodaglio su lancio del q.b.
statunitense per 33 yard. Morichi trasformava 7-3.
Gli Executive Busco prendevano il volo nel secondo quarto di gioco passando a
raffica, grazie alla grande prestazione della propria difesa che costringeva i
Marines a diversi calci d’allontanamento, prima con SuperMario Panzani che
trovava la maniglia giusta su un lancio di Mari di ben 66 y. e con l’impeccabile
trasformazione di Morichi si andava sul 14-3.
Ancora lavoro straordinario per il kicker dei Dolphins poco dopo, con un field
goal da 3 punti dalle 25 yard ancora a segno 17-3. Non ancora sazi della
scorpacciata i vice campioni d’Italia infierivano ancora sull’avversario ormai
vicino al k.o., con John Macellaro ancora su lancio di Travis “Jack” Mari di una
y. Con l’extra point del solito Morichi, si va al riposo sul soddisfacente 24-3.
Nella ripresa i laziali tentano, anche grazie ad un vistoso calo di tensione dei
dorici, una timida reazione e con Brusco su azione personale di 1 y. trovano la
segnatura 24-10. A rimettere le cose a posto ci pensa il tight end Vicinelli che
conclude in meta un lancio di Mari di 9 y. Morichi trasforma 31-10. In chiusura
ancora i romani a segno con Celik con un ritorno della segnatura precedente per
76 y. con i Dolphins che festeggiavano a bordo campo l’accesso al Superbowl.
Marco Olivieri