AMARCORD
OVVERO COME ERAVAMO...

DOMENICA 19 LUGLIO 1981, ORE 17.00 ….

Porretta Terme, per la gente di Bologna, è un paesone distante circa 40 chilometri da Bologna dove, durante le ferie estive, i villeggianti vanno a sottoporsi alle rinomate cure termali ed ad ossigenarsi passando qualche giorno all'aria aperta ed in completa tranquillità. Negli ultimi anni è stato teatro delle semifinali di Miss Italia, e nell'estate del 2002 la Virtus Pallacanestro ha scelto, quale ritiro estivo di pre-campionato, questa località dell'Appennino bolognese. Insomma, il classico paese di montagna, anche se si trova solamente a 700 mt. dal livello del mare…..

Per la mia famiglia, fino al 1979, questo luogo ha rappresentato le ferie in montagna da passare assieme a mio padre, che lavorava presso le terme in qualità di medico specialista durante il mese di Agosto, ma nel luglio del 1981, sul campo della locale squadra di calcio un evento avrebbe cambiato radicalmente non solo la vita della nostra famiglia ma di una intera città…

Quel giorno, mio padre desiderava portare tutta la famiglia a vedere il nuovo sport dove si cimentava uno dei miei fratelli maggiori; premetto che, già da Marzo del 1981, mio fratello rientrava alla sera dagli allenamenti di un non ben precisato sport con questo curioso equipaggiamento, e devo dire che la prima cosa che mi incuriosì del football americano fu il casco. Il primo che vidi era di colore blu, con una specie di toro giallo, ma la mia curiosità si fermò lì.
All'inizio non ero molto entusiasta, l'idea di muoverci in macchina con il caldo di Luglio non era per me delle migliori, ma subito dopo pranzo ci muoviamo in direzione del campo Albergati , inizio della partita previsto per le ore 17.00…..
Arrivati a Porretta Terme, mio padre mi fa notare subito delle locandine gialle che pubblicizzano l'incontro; gli avversari dei Alfheim Warriors Bologna sono i Diavoli di Pavullo.
Di sicuro effetto il primo impatto visivo del football americano; due gruppi di giocatori, divise bianche e casco bianco con una stella stile Dallas Cowboys per i bolognesi e due divise, una rossa per la difesa e una nera per l'attacco con casco nero riportante un forcone fra delle fiamme rosse, per la squadra modenese, il tutto corredato dalla presenza in campo di tre figure vestite in stile Juventus, con la variante di un pantalone lungo e di un berrettino da baseball in testa.
L'incontro terminò 22 a 6 per i Warriors; ricordarsi chi segnò le mete è impossibile ma la partita, vista con gli occhi di un quindicenne, fu veramente entusiasmante. I lanci del giocatore americano Jerry Ghirardo (a quei tempi in forza ai Guerrieri) e l'entusiasmo di Antonio Simone, fondatore della squadra, e dei numerosi parenti, amici e curiosi venuti per sostenere questi ragazzi resero l'evento indimenticabile.
Ma ancora più bella fu la possibilità di vedere da vicino, una volta in campo a partita terminata, i giocatori dei Warriors, tutti entusiasti per la vittoria e coinvolti a realizzare il loro personale sogno americano; sogno che si realizzò qualche giorno dopo, quando, sul Resto del Carlino, principale quotidiano bolognese, comparve un piccolo trafiletto dove veniva elogiato il bel gioco dei Guerrieri, e il numeroso pubblico intervenuto a vedere questo nuovo sport.

Nel settembre di quell'anno i fondatori degli Alfheim Warriors Bologna proposero a mio padre la carica di presidente della neonata società; il resto…. Beh, sapete più o meno tutti come andò a finire…

Luigi Lodi
(per le foto si ringrazia www.warriors-bo.it)

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