AMARCORD
OVVERO COME ERAVAMO...
I bombardieri blu
Questi sono il ricordo, la storia e gli
aneddoti sui Saint George's Knights dalla fondazione al declino.
Il titolo è preso dall'articolo che ci venne fatto su PROBOWL, mensile che
all'epoca andava per la maggiore e che diciamo, ben rispecchiava quello che al
culmine del lavoro del nostro team era la massima espressione del gioco aereo
nella serie cadetta di quegli anni.
Partiamo con il raccontare dei primi allenamenti fatti sul mitico campo
dell'aviazione quando si ritrovarono quasi un'ottantina di giovanotti che con il
loro entusiasmo decisero di voler vedere nascere una squadra ad ALESSANDRIA,
guidati da un ragazzo che aveva partecipato ad alcuni allenamenti dei Giaguari
Torino.
Da
solo si sobbarcò l'onere dell'insegnamento di questa disciplina che arrivava
così tardi dalle nostre parti.
Tutto il materiale a nostra disposizione era solo un pallone Rawligs e tanta
voglia di imparare... Come tutti, e come tanti adesso, ci si auto tassava e
vista la tendenza attuale dei prezzi diciamo che allora era proprio un salasso
per le tasche di tutti noi. Comunque arrivammo al punto di riuscire nel maggio
dello stesso anno a comprarci le nostre mitiche divise giallo-blu.
A dir la verità c'era la bramosia di ottenere un gioco di divise grigionere
(tipo RAIDERS) per richiamare i colori cittadini, ma non volendo aspettare due
mesi e più per la consegna, scegliemmo le maglie subito disponibili.
Sarà pure stata una coincidenza, ma ci innamorammo subito di questi colori. Il
nickname fu deciso una sera al ritrovo di sempre, LA BIRRERIA, come veniva
chiamata da tutti. Ricordo ancora quella sera quando mentre si parlava del più
e del meno, cadde sul tavolo tra una miriade di birre medie, un medaglione con
l'effige di S. Giorgio che sconfiggeva il drago e scegliemmo per noi il nome
CAVALIERI DI SAN GIORGIO.
Nessuno ebbe da ribattere e non ci fu alcun pentimento.
Mi scuso già da adesso se non menzionerò i teams che incrociarono i caschi
contro di noi, ma avrò un riguardo particolare per quelli che più o meno
sonoramente ci batterono.
Arriva il giorno della prima amichevole, è l'estate del 1983, si va a Torino il
giorno dopo un terribile nubifragio il campo (il mitico motovelodromo) è una
palude e la tensione è tanta, dopotutto andiamo a giocare con una squadra con
più esperienza di noi e molto ben assemblata.
Ci si
cambia, ci si guarda in faccia dicendoci "e adesso???" ma come per
magia parte un urlo altissimo… SAINT GEORGE'S... e noi in coro KNIGHTS..
diventa il nostro grido di battaglia, usciamo in preda quasi ad un delirio..
squadre speciali e via.. vinciamo il nostro primo incontro.
Così trascorre il 1984 con un infilata di amichevoli fino ad arrivare al ns.
primo campionato di serie B che ci dava favoriti assieme ad alcuni altri teams
che bene avevano fatto in pre-season. Ma tre sconfitte consecutive subite all'inizio
hanno vanificato tutti i sogni di gloria.
Giunge poi la riscossa che ci porta ad un onorevole terzo posto in classifica,
ed i Blacknigts di Rho che vinceranno il campionato saranno l'unica squadra a
sconfiggerci in tutti e due gli incontri. Ci si ripresenta il marzo successivo
(1985) dove i predestinati a salire di categoria sono i neoretrocessi MASTINI di
Ivrea, con i quali nasce un entusiasmante testa a testa che finisce con un
onorevole primo posto pari merito ma a causa di una differenza di pochi punti,
si rimane tra i cadetti.
L'anno successivo il trend non cambia, purtroppo sulla nostra strada ci troviamo
di fronte i Seawaks di Bellusco, che ebbero invece l'opportunità di
sconfiggerci solo all'andata, ma alcuni pareggi ed un'altra sconfitta ci
portarono per la prima volta a classificarci secondi.
Queste tre stagioni ad alto livello consacrano noi come una delle migliori
squadre per il gioco aereo espresso (circa il 75%) per cui ci viene giustamente
addebitato il soprannome di BOMBARDIERI BLU. Il nostro QB è sempre nei
primissimi posti ed è corteggiatissimo da molto teams di serie A, ma tutti i
reparti si distinguono in capacità e le buone individualità personali sono
numerose. L'estate dello stesso anno vede le dimissioni del presidente, le
difficoltà economiche e l'emorragia di giocatori verso una franchigia
limitrofa, tra cui il suddetto QB.
Con gli
atleti rimasti ed un consiglio rinnovato accettiamo l'auto retrocessione in
serie C. Così nel settembre del 1987 la squadra parte molto rimaneggiata. Con
l'inserimento di alcune nuove leve, l'esperienza dei veterani ed il cuore che ci
ha sempre caratterizzato, vinciamo il girone in perfect season. Si giocano le
semifinali del girone nord e partecipiamo alla finale di S. LAZZARO di Savena e
veniamo sonoramente battuti dai PHOENIX he salgono di categoria (team che negli
anni futuri farà molto bene).
Finisce così l'avventura degli SGK, che avranno poi una breve rinascita alla
fine degli anni novanta, quando per merito di alcuni ex, tra cui anche due
presidenti di due società che attualmente partecipano al campionato NWC, si
ripropongono come NEW SGK, anch'essi fanno bene arrivando alla loro prima
esperienza alla finale di campionato ma sono battuti di stretta misura dai Dogi
di Venezia.
Come avrete notato in questo racconto non è mai stato nominato alcun giocatore,
ma solo per una questione di stima verso chiunque abbia partecipato a questa
avventura e senza mancare di rispetto a coloro che seppur in maniera latente
hanno contribuito a far parte della Ns. famiglia.
Secondo me sono solo tre i personaggi che possono vantare l'onore di entrare in
una immaginaria 'HALL OF FAME' per importanza e vorrei citarli qui ora.
Il primo fra tutti è il primo coach MASSIMO NOBILI, il vero deus ex-machina di
tutto il gioco espresso dai cavalieri. Ex giocatore dei FROGS ci ha infuso
sicurezza nell'affrontare qualunque avversario rispettandolo ma sempre pronti a
volerlo sconfiggere, a non calare le braghe anche nei momenti più difficili, ci
ha dato uno spirito di squadra sensazionale facendo esplodere in noi tutta
l'adrenalina necessaria per qualsiasi situazione di gioco sia in allenamento che
in partita.
Poi c'è
ROBERTO BONFANTI. E grazie a lui che tutto ha avuto inizio, il suo entusiasmo e
la sua voglia di vivere hanno fatto si che tutte le prime iniziative della
squadra se le sobbarcasse lui senza farle pesare a nessuno, come l'acquisto di
tutto il materiale e tutto il reclutamento fatto tramite TV locali, radio e il
volantinaggio assiduo per le strade di Alessandria.
Infine c'è lui: RICCARDO CAVALLERI detto 'Benny' il tipico giocatore che si
vede ancor oggi in tante società; tra lui il football c'era una simbiosi
totale, sempre presente agli allenamenti, sempre disposto a seguire le partite
degli avversari quando i turni di campionato lo permettevano, pronto a dire si a
qualsiasi evenienza come rigare il campo, sbattersi per varie commissioni,
portare qualche ragazzo in macchina alle visite mediche ecc. ecc. Il suo sorriso
le sue risate e le sue battutacce nonsense denominate da tutti noi 'Le minime di
Benny' ci mancano molto.
E già Benny ed anche Roberto ci hanno lasciato, e la tragicità degli eventi
non può farci dimenticare quello che tutti e due sono riusciti ad ottenere, il
farci ritrovare tutti insieme a ricordarli ed a rammentare come eravamo una
ventina di anni fa, tutti giovani pieni di vita e di speranze per il ns. futuro
e con tanta voglia di giocare a questo splendido sport chiamato "AMERICAN
FOOTBALL".
La fine della favola è questa, i CAVALIERI non sono mai riusciti ad uccidere il
loro Drago (la vittoria finale), ma ci hanno dato modo di crescere e di credere
ancora che le favole si possono avverare. Alcuni di noi sono ancora impegnati
nella pazzia di veder rinascere questo movimento, e a tutti coloro che vorranno
affiancarci diciamo: FATELO SIAMO QUI AD ASPETTARVI...
Franco Bonvini e Diego Sandrè