HOGS REGGIO EMILIA - DOLPHINS ANCONA 20-43

Dopo la bella prestazione contro i campioni d'Europa qualcuno a Reggio Emilia aveva per un attimo sperato, vagheggiato l'idea di vendicare la sconfitta dello scorso anno, quando gli Hogs, nello scontro "Italia - Resto del mondo", si erano visti soffiare la vittoria negli ultimi minuti: in fondo anche i Dolphins avevano rimediato una bella batosta contro Bergamo, subendo addirittura un imbarazzante shutout. Purtroppo per i padroni di casa, però, i Marchigiani - rinforzati da un manipolo di nazionali provenienti da Bologna - hanno messo in campo un attacco molto più efficace dello scorso anno, con un passing game addirittura "mostruoso": e così Reggio, che proprio nella difesa sui lanci ha il suo punto debole, deve incassare la seconda sconfitta consecutiva.
Il primo tempo, comunque è stato davvero spettacolare, con molti big plays da una parte e dall'altra e penso che gli spettatori si siano veramente divertiti: raramente si vedono attacchi così spumeggianti!
I Dolphins vincono il sorteggio e dimostrano di aver studiato i filmati e perciò mettono subito le cose in chiaro: "shotgun formation" su ogni down! L'ottimo qb USA Courtney Boyce, scortato da una pattuglia aerea di grande impatto, divora il campo con un paio di passaggi e per lo storico (e adesso italianissimo) Bob Ladson è un gioco da ragazzi entrare in meta dalle 5 yds. Ma la replica dei padroni di casa non si fa certo attendere. Con un drive esattamente speculare, gli Hogs violano l'end zone avversaria: tutte corse (che nemmeno una difesa così accreditata riesce a fermare) e td pass finale di Shock, che nell'angolo sinistro trova il tight end Gionata Lazzaretti completamente smarcato. La trasformazione alla mano, invece, viene bloccata da un bella penetrazione della difesa anconetana. Secondo drive (che inizia a metà campo) dei Delfini e "sorpresa!" nuova meta: Panzani, Piva, Capodaglio e Davis sono delle mine vaganti e fanno "saltare" le secondarie degli Hogs, sino a quando il buon Ladson fotocopia l'azione precedente e segna il suo secondo td con una breve corsa (3 yds). Inizia il secondo quarto, sicuramente la fase più emozionante dell'incontro che, non a caso, si decide proprio qui. Dopo un breve ritorno, riprende la marcia degli Hogs e tocca a Maurizio Zanni (che sale a 9 nella classifica dei td) concludere in meta un altro lunghissimo drive con una bella corsa da 12 yds. Questa volta la trasformazione da due per Gardner va a segno e porta il punteggio in perfetta parità: grande soddisfazione tra il pubblico e sulla panchina, per gli uomini di coach Dwayne Hatch. Purtroppo l'ennesimo "squib" kick (sulla cui opportunità strategica si potrebbe discutere a lungo) regala un'ottima posizione di campo ai Dolphins che non si fanno pregare e gelano la difesa granata con una bomba di 50 yds di Boyce per Capodaglio: meta che lo stesso qb trasforma da due. E siamo 14 a 22.
Forse la difesa degli Hogs è frustrata, ma non certo l'attacco che sembra sempre più a suo agio contro la pesantissima difesa marchigiana, ancorata dal gigantesco ilb messicano Barnard. Grazie ad una esecuzione sino a quel momento perfetta della o-line (Pradelli e Muratori su tutti) e all'eccellente interpretazione di Zanni, Marino, Cosimo e Gardner, Reggio attraversa il campo con facilità e si porta sulle 3 yds preparandosi ad impattare di nuovo l'incontro. Purtroppo, però, accade l'imprevedibile: un lancio laterale di Shock viene deflesso dall'ottimo dl Chiappini che intercetta il pallone! Pesantissimo turnover degli Hogs che perdono la palla e anche l'incontro: la svolta, infatti è sul gioco successivo: altra bomba di Boyce che spara una cannonata nel mezzo, una palla perfetta per il grande Panzani che sigla una meta da 60 yds e spezza in due la partita. Non c'è tempo per la replica perché l'arbitro fischia e manda tutti negli spogliatoi: all'intervallo il punteggio è dunque di 30 a 14 in favore di Dolphins e la partita sembra (ed effettivamente lo sarà) oramai compromessa, perché la difesa reggiana non ha mai mi-ni-ma-men-te saputo pressare il validissimo Boyce o coprire la pattuglia acrobatica dei ricevitori anconetani: una carenza pagata carissima, perché in questi casi costringi l'attacco a segnare sempre e basta un turnover come quello descritto a chiudere il match.
E' vero che nel terzo quarto il primo drive degli Hogs -che sembrava destinato a concludersi con un punt, il primo della partita!-, viene risvegliato dalla solita ma incredibile finta dello special team granata, che "frega" anche i Dolphins: come la settimana scorsa contro i Lions l'eclettico Gardner raccoglie la palla, ma questa volta non trova nessuno davanti a sé e se ne fugge in meta, con una galoppata di 50 yds. E' questo, però, l'ultimo guizzo degli Hogs, drammaticamente travolti dal passing game marchigiano. La terza meta di Ladson e l'ennesimo td pass di Boyce chiudono il conto. Per Ancona (3-1) una vittoria importante che conferma il suo ruolo di "Superbowl contender", poiché molti la indicavano, già ad inizio stagione, come la seconda forza del campionato, dopo i Lions Bergamo. Per Reggio Emilia (3-2) una sconfitta un po' (facciamo molto?) amara, perché un attacco così (ancora oltre le 300 yds) meriterebbe ben altre soddisfazioni. Speriamo che l'arrivo della safety californiana Jimmy Nolan, annunciata per la fine di questa settimana, possa aiutare una difesa che contro i passaggi è in grave difficoltà.

Carlo Mantovani

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