HOGS REGGIO
EMILIA vs BENGALS BRESCIA 52-22
(24-0, 15-0, 0-8, 13-14)
La prima cronaca e' di Carlo Maria Fabbrini, la seconda
di Carlo Mantovani
Brutta prestazione dei Bengals Brescia sul sempre duro (e non solo per questioni di costruzione) sintetico di Reggio Emilia. Infatti al Polo Scolastico di Via Makallè i granata di coach Hatch hanno dato dimostrazione della loro forza ad una compagine bresciana che per metà partita ha dato la sensazione di essere ancora all'ABC del football sia in attacco, per tutto il primo tempo una sequenza quasi monotona di 3° e out; che in difesa dove una insolitamente disattenta linea dava possibilità agli Hogs di correre sia all'esterno che all'interno, portando agli onori della cronaca un "vecchio" (si fa per dire) del football italiano, il rb #20 degli Hogs Maurizio Zanni, che calca i campi del football italiano dagli albori di quella che una volta si chiamava AIFA, il 1982: a nostro parere MVP della partita per prestazione e cuore con 22 punti personali determinati da 3 Tds, 1 trasformazione da 2 pt su pass del qb USA #2 Schock e 2 trasformazioni da 1 pt. Tra le file dei caschi argento bresciani si è distinto il "solito" qb messicano #7 Perez con un Td personale ed una prestazione degna di emulazione, almeno da parte della propria squadra. Un punto a favore dell'esperta linea d'attacco degli Hogs sono stati gli automatismi ben consolidati di questo schema offensivo, la "wing T" molto in stile High School americana, che non concede alla difesa la possibilità di una minima distrazione, visto che la disposizione permette una infinità di fakes, motions e quanto di più possa deconcentrare la difesa avversaria. Questa è stata la musica che aleggiava sul campo fino alla fine del primo tempo, ma poi... i Bengals si sono ricordati di ciò che di buono sanno fare o forse, semplicemente, hanno tirato fuori un po' dell'orgoglio che ci si aspetta dalla squadra. Come dimostrano i parziali infatti, il secondo tempo è stato sicuramente migliore del primo. L'attacco ha cominciato a girare e gli schemi chiamati dalla side-line dall'offensive coordinator "Cecco" Angeli Busi hanno portato alla conversione di diversi primi down e alla realizzazione di 3 Tds ed una successiva trasformazione da 2 punti da parte del rb USA #42 Baber su corsa centrale, prestazione con alti e bassi per lui a causa della aggressiva 5-2 schierata dal defensive coordinator degli Hogs; | mentre
la difesa è riuscita con più determinazione a contenere il rullo
dell'attacco reggiano costringendo gli Hogs a 2 punt da parte del
punter e db #35 Mirko Sassi, realizzando anche 2 sacks (dl #93 Caile 9
yds e dl #50 Cerlini 4yds) sul giovane qb americano #8 Schock. Ma una
pecca già riscontrata nella vittoriosa partita casalinga dei Bengals
contro gli Etruschi Livorno, è stata la quasi totale inefficacia del
gioco aereo del qb #7 Perez e dei suoi ricevitori che non hanno saputo
svolgere una buona prestazione, forse per mancanza di timing o per
tensione ma, senza dubbio, anche a causa delle strette coperture
portate dalle secondarie emiliane. Ci troviamo, purtroppo, a dovere lanciare una piccola provocazione alla federazione a causa di una crew arbitrale che ha commesso, a nostro parere, alcuni errori. Non vogliamo criticare l'arbitraggio, d'altra parte loro ne sanno più di noi, ma solo dare un innocente suggerimento: non sarebbe meglio organizzare crews all'interno delle quali tutti i referees parlano la stessa lingua? Ci è sembrato che questa differenza di idiomi parlati all'interno della compagine a strisce bianche e nere, ha determinato delle incomprensioni che hanno portato al lancio di flags poi puntualmente declinate, errori di valutazione delle yards effettuate, movimenti incomprensibili di box e catena che hanno pesato sulla già sufficientemente tesa aria in campo. In ogni caso, a fine partita, ciò che resta è la brutta prestazione delle tigri bresciane che contrasta con la terza vittoria consecutiva degli Hogs che li lancia con un tabellino di 3 W e 0 L alle spalle dei soli Lions Bergamo e davanti, anche se con una partita in più, ai Giants Bolzano. Sul versante lombardo resta, invece, la seconda dimostrazione che se non si entra in partita dall'inizio, non sempre si è in grado di recuperare. Carlo Maria Fabbrini |
Reggio Emilia- Domenica 8 Aprile 2001. Il tritacarne modello "wing T" di Dwayne Hatch ancora non si inceppa. I triturati, questa volta, sono i promettenti Bengals Brescia, che, travolti dall'attacco emiliano, solo nel secondo tempo si riprendono ed evitano, così, un altro imbarazzante shutout, modello "kickoff classic". Nei primi due quarti, infatti, gli Hogs, sospinti da una straordinaria vena offensiva, passeggiano indisturbati per il campo e varcano più e più volte la end zone avversaria. A stabilire le regole comincia l'efficacissimo rb/lb USA Jacob Gardner, che piazza una accelerazione da 70 yds lungo la side line. Sei punti. Lazzaretti riceve un facile passaggio dall'altro Yankee, il qb Geoffrey Shock, e trasforma da due. Poi Zanni (il superveterano leader nei punti segnati), seguendo i blocchi della sua linea come si seguirebbe una bionda con la sesta, conclude il drive successivo con una penetrazione da 10 yds. Lo stesso n° 20 si incarica della trasformazione alla mano, comodamente realizzata. La difesa di Reggio Emilia, guidata da capitan Giberti, eroicamente in campo nonostante una distorsione, respinge ancora una volta l'attacco avversario restituendo la palla a Shock & co: come va a finire? Che la meta (da una ventina di yds) la segna un giovane, uno dei tanti maturati nell'autunno- inverno: il rb n°37 Mattia Marino, a conferma delle ottime doti, tecniche e atletiche, mostrate in questo avvio di stagione. Puntuale segue la trasformazione da due, che premia un altro rb, Cristian Cosimo. Fine del primo quarto. Tanto per mantenere le premesse, Marino apre il secondo periodo con un'altra meta (7 yds) e la trasformazione, rigorosamente da due, è di Gardner. Finalmente si vede una bella serie offensiva dei Bengals che raggiungono la red zone dei padroni di casa ma poi si vedono "strippare" la palla da un prodigioso intervento di Gardner, questa volta in veste di lb: un ricevitore avversario cattura un bel pallone ma se lo vede soffiare dall'americano di Seattle! |
E,
come spesso accade anche nella NFL, la difesa bresciana entra in campo
un po' demoralizzata e viene immediatamente infilata dall'ottimo
Zanni, con un'esplosione da 60 yds. Non pago, il modenese prende
un attimo fiato, scalda il piede e aggiunge un bel "pat" che
fissa il punteggio sul 39-0. Partita finita? No, c'è l'intervallo. A
questo punto dobbiamo dire che il secondo tempo, che pure non ha
cambiato le cose, è stato molto diverso, perché dopo le ramanzine
del coachig staff, i Bengals si sono ripresentati molto più
aggressivi e determinati. Due mete su corsa e una, un po' fortunosa
per la verità, su passaggio, lo testimoniano: anche se gli Hogs,
forse appagati dall'ampio vantaggio accumulato, hanno tolto dal campo
i due americani e segnano "solo" altre due mete (una
addirittura non trasformata!). Pagelle. I Bengals (1-2), che riempiono
le caselle dei turnovers (più di 5, alla fine), si dimostrano
piuttosto spreconi, giocando le corse (quasi sempre del non
irresistibile Barber), quando i lanci apparivano chiaramente molto
più pericolosi. E soprattutto fallendo un paio di clamorose
occasioni, propiziate da altrettante "bombe" del
potentissimo qb USA Perez: il ricevitore (che non era, evidentemente,
l'ottimo Cantarella, a tratti fenomenale), incredibilmente, infila due
super-papere e trasforma (da vero alchimista) due mete sicure in
altrettanti incompleti! Gli Hogs (3-0) sembrano inarrestabili in
attacco e anche piuttosto efficaci in difesa, dove hanno brillato
soprattutto i linebackers, guidati dall'ottimo Sighinolfi: fumble
provocati, fumbles recuperati, intercetti, avversari bloccati sul
quarto down, insomma il reparto coordinato da Picelli ha dato un
notevole contributo alla vittoria. E adesso sono pronti allo scontro
titanico (chissà chi farà la parte dello scoglio?) con I Lions
Bergamo, campioni d'Italia e d'Europa in carica. Gli arbitri. Nota
dolente qui…e una domanda: come può una gara giocata quasi tutta
sulle corse durare tre ore?!
Carlo Mantovani |