Sarà un Superbowl da predoni e
bucanieri: domenica prossima a San Diego, a contendersi il Vince Lombardi
Trophy ci saranno infatti gli Oakland Raiders ed i Tampa Bay Buccaneers.
Ok, ora che il puerile giochetto di parole è stato citato (perdonate, ma
dovevo farlo…), non si può non notare e citare anche un altro motivo di
interesse, già più sostanziale del primo: Jon Gruden, attuale allenatore
dei Bucs, fino allo scorso anno era a capo dei Raiders. Che la scorsa
primavera, in una trade senza precedenti, hanno acconsentito a liberarlo
in cambio di un bel po' di soldi e di quattro scelte.
Il dibattito su chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso è durato tutta la
stagione, e giunti a questo punto credo si possa dire che è lo scambio
andato bene a entrambe. Tampa Bay ha trovato l'uomo che, innegabilmente,
li ha portati a fare ilsalto di qualità. La gestione di Tony Dungy ha
fatto uscire i Bucs dalla mediocrità, portando risultati di rilievo e
consolidandoli. Ma per fare l'ultimo passo, il "next step"
serviva qualcosa di più, e Jon Gruden si è rivelato essere l'uomo giusto
al posto giusto. Senza mai rinnegare il lavoro di Dungy, Gruden ha saputo
conquistarsi stima e fiducia dei giocatori e dell'ambiente, ed ha
instillato nella squadra l'attitudine giusta per fare il salto di
qualità, per spezzare il tabù Eagles, per far girare l'attacco quel
tanto che basta a supportare una difesa mostruosa, secondo un modello che
i Ravens di due anni fa hanno dimostrato poter essere vincente.
I Raiders, dal lato opposto, hanno guadagnato quattro scelte in tre anni (quest'anno
sono arrivati il CB Buchanon ed il TE Jolley) che sono ossigeno per
ringiovanire una squadra vecchia che quest'anno è probaiblmente alla sua
ultima opportunità. Gannon, Rice, Brown, Garner, Romo, Rod Woodson: sono
tanti i campioni nel roster dei Raiders con una carta d'identità che
lascia pochi dubbi, e l'elenco potrebbe anche continuare. Le scelte
arrivate da Tampa aiuteranno a ringiovanire la squadra, ma la vera
occasione, il vero ultimo treno passa domenica sera.
Ecco l'ultimo, vero, più importante motivo di interesse: la partita. Dopo
una stagione in cui le sorprese, i colpi di scena ed i risultati
imprevedibili si sono susseguiti a ritmo incalzante, a sfidarsi per
l'anello ci sono la migliore difesa ed il migliore attacco del campionato,
due squadre sul cui diritto ad essere nel Superbowl c'è poco da dire. E
si prospetta una partita quanto meno interessante: come si porrà
l'attacco di Oakland di fronte ad una difesa asfissiante come quella dei
Bucs? Finora chi si è trovato a dover fronteggiare i ragazzi di Monte
Kiffin ha rimediato molto spesso batoste, e sarà interessante scoprire se
e come Rich Gannon, MVP della stagione, troverà il modo di lanciare le
sue bocche da fuoco. Ed il fatto che lo scontro è inedito non fa che
aumentare la curiosità.
Ma molto dipenderà anche dal matchup contrario, tra due unità non
altrettanto dominanti: l'attacco di Tampa ha spesso balbettato, e solo nel
finale di stagione e nei playoffs ha iniziato a far vedere qualcosa di
buono, anche se manca quasi completamente di running game. La difesa di
Oakland, per contro, ha sovente esposto i suoi punti deboli, ma ha anche
saputo molte volte ritrovare la sua compattezza e fornire buone prove.
Insomma: potrebbe veramente essere una bella partita, decisa da qualche
big play o da qualche turnover, ma sicuramente combattuta e giocata fino
alla fine da due gran belle squadre. L'ultima possibilità dei Raiders o
la prima volta dei Buccaneers? Per i fortunati che siederanno nel Qualcomm
Stadium e per i milioni di persone che in tutto il mondo se lo vedranno
alla TV, in ogni caso, sarà come tutti i Superbowl: uno spettacolo
ineguagliabile. |