NFL

La situazione al giro di boa

Visto che siamo alla nona (trascorsa) di campionato, si impone una specie di punto della situazione
sul campionato NFL ultimo del millennio. Queste considerazioni, divise per conference, sono,
come ovvio, frutto di riflessioni del tutto personali e non hanno presunzione di essere "scientifiche",
quanto piuttosto quello di costituire materia di discussione fra i lettori di Huddle M@gazine.

 

AMERICAN CONFERENCE

Sembra delinearsi abbastanza nettamente la sfida tra JAX e Miami per la leadership nella conference e di conseguenza il posto al Superbowl come rappresentante della conference, mentre i Titans sembrano destinati a recitare il ruolo di terzo incomodo dopo la ridimensionata dovuta allo "shutout" dell'ultimo Sunday night e le squadre della west division, ritornata competitiva come blocco di squadre, come spesso succede sono destinate a scornarsi fra loro ed arrivare indebolite alla postseason.

EAST DIVISION

Usciti vincitori dal match coi Titans, assai significativo per le ambizioni stagionali, i Miami Dolphins (7-1) si candidano al titolo divisionale in una delle division da alcuni anni più forti della lega. La squadra di Jimmy Johnson ha già una difesa da Superbowl, e la aveva anche l'anno scorso, ma quest'anno sembra aver prestato più attenzione all'attacco, con gli arrivi di JJ Johnson e  di Tony Martin, che hanno completato con un buon runner ed un ricevitore di grande profondità il gioco offensivo; unica incognita per il prosieguo della stagione la posizione di QB. Alle spalle dei Dolphins incalzano i sempre solidi New England Patriots (6-2) che si regge ancora, e piuttosto bene, sugli equilibri impostati dal big Tuna Bill Parcells che li portò al Superbowl e soprattutto i sorprendenti Indianapolis Colts (6-2) che stanno ancora ringraziando la lungimiranza di coach Jim Mora e del front office quando nel 98 puntò su Manning, anzichè su Leaf, come franchise QB ed ancora quest'anno in cui, dopo aver scaricato l'oneroso contratto di Faulk, hanno rinunciato a Ricky Williams per puntare su Edgerrin James (e i risultati sembrano dargli ragione). Il salto a seconda nella division, per un team che l'anno scorso è arrivato quart'ultimo, non è assolutamente da sottovalutare... Ancora da comprendere appieno sono gli schizofrenici Bills (6-3), capaci di soffrire come non mai contro i mediocri Ravens e mettere sotto la settimana dopo il formidabile attacco dei Redskins con una semplicità quasi irrisoria, mentre si può tranquillamente parlare di crisi piena (ed assai difficile da spiegare col solo infortunio di Testaverde) per i vicecampioni della conference. I NY Jets (2-6) probabilmente sono davvero, come ha dichiarato un loro giocatore pochi giorni fa "la più bella squadra ad avere un record così schifoso".

CENTRAL DIVISION

I Jacksonville Jaguars (7-1) di Tom Coughlin sono a mio avviso la migliore squadra della conference e saranno avversari duri per tutti coloro che avessero ambizioni di titolo, almeno da questa parte della lega. L'attacco è sempre stato abbastanza esplosivo, a partire dal QB Brunell per arrivare addirittura al primo uomo di linea diventato famoso come e più delle stelle dell'attacco, cioè l'oriundo Tony Boselli ed anche la difesa, guidata da quest'anno da Dom Capers, sembra essere ad altissimo livello nonostante gli infortuni. I Jaguars insomma sono i miei candidati, almeno per la finale di conference. Alle loro spalle i Titans (6-2) di Jeff Fisher hanno dimostrato i loro limiti ogni qualvolta incontrano una squadra di carattere, e cioè la limitatezza delle loro soluzioni in attacco, che li rende preda troppo facile di difese esperte e ben motivate, un handicap che sarà difficile superare una volta ai playoffs. Tralascio per carità di patria di parlare dei Browns (1-8) e dei Bengals (1-8) che sono IMHO le peggiori squadre della lega ed all'interno della più debole division di tutta la NFL. La squadra di Cleveland ha almeno il grosso vantaggio di essere appena arrivata e di poter godere, nei prossimi anni, di scelte molto elevate e di parecchio spazio nel salary cap, il che potrebbe consentirgli di diventare competitiva in breve tempo (Panthers e Jaguars insegnano) mentre i Bengals, che stanno tentando di risolvere il nodo QB in realtà hanno cominciato solo dalla punta dell'iceberg. Ho volutamente lasciati per ultimi gli Steelers (5-3) il cui record vincente non deve ingannare. Se la stagione fosse terminata domenica scorsa, infatti, sarebbero fuori dai playoffs.La squadra di Pittsburgh deve per forza sorprendere per un verso o per un altro dato che l'allenatore a detta degli esperti è fra i migliori della piazza, la difesa è formidabile tanto dal punto di vista del personale che degli schemi (la zone-blitz defense resta ancora un bel grattacapo per la maggior partre degli offensive coordinators) e Jerome Bettis è ancora il "bus" che abbiamo visto la scorsa stagione. Purtroppo a nulla è valso l'innesto di Kevin Gilbride nel coaching staff per aiutare la maturazione definitiva di Kordell Stewart, ed è questo ragazzo (e la posizione che occupa in generale) la palla al piede degli Steelers! Forse può costituire una svolta l'aver violato il 3com Park, ma gli alti e bassi al Three rivers Stadium sono di casa...

WEST DIVISION

Una volta era "la tana delle tigri" e sta ritornando nuovamente competitiva se è vero come è vero che i campioni del mondo, i Denver Broncos (3-6) sono la peggior squadra del raggruppamento e l'unica con un record perdente. Posizione che occupano comunque non solo per propria diretta responsabilità ma anche per gli infortuni (micidiale quello a Terrell Davis) pur se è vero che il front office ha un po' dormito sugli allori in quanto è stato deficitario nel cercare un rimpiazzo per John Elway poichè tutti erano convinti di riuscire a trattenerlo sul "gridiron" almeno per un'altra stagione...  Mentre i campioni del mondo vivono un'annata di ricostruzione sembra già assai ben avviata quella dei Seattle Seahawks (6-2) sotto il nuovo coach Holmgren che ha assunto anche il ruolo di GM (e lo stà svolgendo molto bene, al contrario del suo collega Ditka, ma ne riparleremo) e che perintanto ha portato i "Falchi di mare" al comando della division dopo essersi anche tolto la soddisfazione di sconfiggere la sua ex squadra al MNF!(e aspettiamo l'impatto di Galloway...) I Kansas City Chiefs (5-3) sembrano candidati all'inseguimento, dopo aver risolto i dubbi amletici legati alla posizione di QB che aveva lo scorso anno Marty Schottenheimer licenziando sia il coach (tra l'altro uno dei più vincenti di sempre nella NFL, almeno in regular season) che uno dei due QB (Rich Gannon) e puntando tutto su Elvis Grbac, ma i "Capi indiani" sembrano mancare di quella continuità che contraddistingue le squadre veramente vincenti (all'andata a SD sopra per 14 a 0 hanno subito in due quarti e mezzo 21 punti senza fiatare e perso la partita...). Altra squadra che si trova sempre fra "color che son sospesi" sono i Raiders (4-4) capaci di entusiasmanti rimonte (come contro i Jets) ma anche di pause di rendimento impressionanti (come contro i Dolphins). La difesa sembra molto buona, ma l'attacco gioca ancora con gli schemi di cento e passa anni fa. La play action non esiste, i runners non sono fatti per ricevere i palloni, gli automatici contro i blitz e le traiettorie "a tempo" dei ricevitori sembrano non essere mai state inventate e, appena la squadra va sotto, l'unico giocatore in grado di ricevere il pallone è Tim Brown, il resto non esiste... Ho lasciato per ultimi i miei Chargers (4-4), che adesso mi fanno arrabbiare ma dai quali non era lecito aspettarsi niente di più, se è vero come è vero che gli esperti li accreditavano di appena 5 vittorie in tutta la stagione e ne hanno quattro a metà... In effetti la casella vittorie appare leggermente gonfiata da prestazioni assolutamente sopra le righe da parte della difesa e soprattutto da un attacco che aveva dimenticato quello che gli riesce meglio da due anni a questa parte (cioè perdere palloni...) ma appena i QB sono rientrati nella normalità e la difesa ha perso Harrison e Lewis per infortunio tutto si è riallineato e sono arrivate tre sconfitte di seguito! E comunque da una squadra con due atleti bolliti come QB, con un valido, ma vecchio ed acciaccatissimo, running back e "nessuno" nella posizione di ricevitore che dobbiamo sperare?

NATIONAL CONFERENCE

La situazione anche nella NFC appare abbastanza fluida, con le due sorprendenti leaders che si sono sfidate domenica scorsa in quella che a mio avviso, ma non solo mio, è stata la più bella partita della stagione  almeno fino ad ora. Non sembra inoltre delinearsi una potenziale rivale, anzi diverse franchigie molto accreditate alla vigilia segnano il passo.

EAST DIVISION

La division est vive un momento "in divenire" ed alquanto imprevedibile, come imprevedibile è il comportamento dei Washington Redskins (5-3), capaci di segnare contro chiunque grazie all'innesto di Brad Johnson e del RB Davis (12 TD su corsa in 8 partite!) che hanno sistemato notevolmente l'attacco; ma anche di perdere match letteralmente imperdibili come l'opening contro i Cowboys, mentre i continui cambi in difesa non forniscono ancora il loro apporto, se è vero come è vero che Green è ancora un fattore nellla pass defense ed ha esordito nella stagione 83... I New York Giants (5-3) si dividono la leadership nella division con la squadra della capitale avendo risolto (con Graham) i problemi di QB che sembravano averli afflitti negli anni passati anche se il settore RB è abbastanza da rivedere, mentre sembra abbastanza buona la difesa pur con il beneficio di inventario di una prima parte di calendario molto favorevole. I Dallas Cowboys (4-4) sono purtroppo decisamente invecchiati: buona parte dei giocatori chiave sono stati portati nella città del Texas da Jimmy Johnson e gli acciacchi dell'età e dei campionati giocati ad alto livello si fanno sentire con le commozioni cerebrali ad Aikman, gli infortuni season end a "Moose" Johnston e quelli a lungo periodo al "play maker" Irvin e sono inoltre conditi da stupidaggini, come quella combinata da Smith nell'ultimo MNF, chiaro segno di nervosismo. Inoltre questi pezzi da novanta non hanno neanche un degno sostituto alle spalle (inguardabile Jason Garrett come backup di Aikman) e pretendere l'integrità fisica di questa squadra in un calendario che non prevede più soste è abbastanza azzardato in chiave playoffs. Unica nota positiva l'eventuale vantaggio nel tiebreak coi Redskins. Una formidabile (almeno per me) delusione sono gli Arizona Cardinals (2-6) che dopo aver raggiunto lo scorso anno i playoffs con l'attacco stile west coast guidato da Jake "The Snake" Plummer erano attesi quantomeno ad una riconferma, ma il basso rating point del QB lascia solo intuire dove stiano i problemi in un team che si è rivelato tra l'altro incapace di inserire validamente l'eccellente prima scelta dello scorso anno.Stagione di transizione infine per i Philadelphia Eagles (2-7) destinati ad un altro anno di anonimato e d'altra parte il solo Staley in attacco, non è in grado di sollevare un passing game alquanto inefficace, e molte partite sono state perse con distacchi minimi...

CENTRAL DIVISION

Division di grande forza, con una sola squadra con record perdente, che ha prodotto la prima vera sorpresa di questa stagione: i Detroit Lions (6-2) di coach Bobby Ross. Dopo aver rinunciato al ritirato Barry Sanders, a detta di molti la mazzata finale per i Lions, la squadra di Motorcity sembra essersi liberata di un peso e viaggia con il motore a pieno regime. Con un po' di nostalgia ricordo i Chargers della stagione 94, sottovalutati, con poco talento puro ma quadrati in tutti i reparti, con un game plan vario e le partite correttamente interpretate da un coaching staff capacissimo di intuire da che parte soffia il vento del match. Questo ho visto domenica scorsa nel match contro i Rams. Chissà come hanno fatto a perdere contro San Diego... Alle spalle dei Lions rispuntano i Minnesota Vikings (5-4) unica tra le semifinaliste dello scorso anno ad avere un record vincente. I Vikes comunque, nonostante l'esplosivo pacchetto di ricevitori faticano ad imporsi come nella scorsa stagione, in parte per via delle prestazioni in cabina di regia ed in parte anche perchè l'esplosivo passing game non sembra adeguatamente supportato né dalle corse né dalle chiamate sulla sideline (per non parlare della difesa...). Insomma, per dirla con le parole di Moss "qualcosa nel giocattolo sembra rotto... non respiro più l'atmosfera dello scorso anno e tutti sentiamo che le cose sono cambiate fra noi, in peggio!". Sembrano in leggera difficoltà, anche se sempre a tiro playoffs, le due baie: i Green Bay Packers (4-4) pagano sicuramente gli infortuni e la sostituzione di coach Holmgren, oltre ad un calo (anche questo pare dovuto ai problemi fisici) del QB Brett Favre e della "intensità" difensiva. Comunque nel Wisconsin aspettano il freddo ed allora vincere nella "frozen thundra" sarà di nuovo difficile. Anche i Tampa Bay Buccaneers (4-4), pur molto accreditati alla vigilia, sono nel mucchio. D'altra parte coach Tony Dungy ha preparato un game plan in cui ci sono dieci soli giochi d'attacco e quindici di questi sono corse... vabbene che Dunn e Alstott sono esplosivi e difficilissimi da fermare, vabbene che Dilfer non sia proprio quel che si dice un fulmine di guerra ma la rinuncia sistematica a mettere palla per aria finisce poi per vanificare anche l'eccellente lavoro svolto dalla difesa. In fase di transizione infine i Chicago Bears (4-5) del nuovo coach Dick Jauron, che sembra aver comunque trovato almeno un certo equilibrio per basare una ricostruzione di questa squadra, ma è dall'87 che aspettiamo di vedere di nuovo competitivi i "monsters of the Midway"...

WEST DIVISION

Da sempre in guerra con la AFC Central per il poco ambito titolo di division di coccio della lega anche quest'anno non si smentisce (per sommatoria dei records è infatti la peggiore, con una sola squadra vincente) e non smentisce neanche la headline di quest'anno che è: sorprese,sorprese,sorprese...   Prima sorpresa: al comando sono i Saint Louis Rams (6-2) di Dick Vermeil, che giocano un grandissimo football. La difesa contro le corse sembra formidabile, anche se non è impeccabile quella contro i passaggi e l'attacco, con il nuovo acquisto Marshall Faulk che canta e porta la croce, sembra una riedizione valida dell'attacco midwest (leggermente meno spregiudicato del west coast) tanto caro ai Green Bay Packers, col QB Warner (119.2 di rating!) che sceglie sempre l'opzione migliore incurante della pressione. Se non pagano psicologicamente le due sconfitte consecutive possono dire la loro, e a voce alta, anche in chiave postseason. Inseguono, con record già perdente, i Carolina Panthers (3-5) del nuovo coach Seyfert che, dismessi i panni di commentatore tv, tenta di nuovo l'avventura di allenatore. Per la verità il buon George si è ritrovato una squadra un po' smembrata rispetto a quella che sfiorò il SB pochi anni fa, col QB e un paio di elementi chiave spediti altrove da Capers, ma adesso non può contare con lo spazio favorevole nel salary cap (che consentì ai tempi l'arrivo di Lamar Lathon e Kevin Greene) ed il suo lavoro sarà duro... Ancora più perdente è il record dei vicecampioni del mondo. Gli Atlanta Falcons (2-7) pagano senz'altro l'infortunio di Anderson ed anche gli acciacchi fisici di Chandler (Il QB che fino allo scorso anno era considerato il più insostituibile della NFL e che quest'anno ha come riserva Graziani, che forse gioca solo poco meglio di quanto farebbe un altro Graziani assai più famoso da noi come calciatore...) anche se sarebbe riduttivo spiegare solo con questo un record così disastroso. Aggiungerei anche un notevole calo di intensità della difesa ed una minore "accuracy" nei calci, con il veterano Andersen che sembra leggermente appannato. Disastrosi i New Orleans Saints (1-7) di coach Mike Ditka, che ha preteso anche il ruolo di GM e mal gliene è incolto. La sua prima uscita, quella di cedere tutte le scelte per Ricky Williams, al momento non ha pagato. Il ragazzo avrà anche talento ed avrà anche avuto i suoi bravi problemi fisici in prestagione e ad inizio campionato, ma spacciarlo come l'unico giocatore necessario per trasformare i Saints in una squadra vincente, quando deve giocare accanto a Hobert o, peggio ancora, a Tolliver ed ha alle spalle una difesa così arrendevole è stato sicuramente un rischio non calcolato.Ho lasciato volutamente ultimi i San Francisco 49ers (3-5) perchè secondo me sono la maggior sorpresa della stagione. Non ricordo, da quando seguo il football (ma cito a memoria e potrei anche sbagliare) una situazione così disastrosa per i californiani a questo punto della stagione (un record di 6-2 nella seconda metà potrebbe anche non bastare...) e mi chiedo che fine abbia fatto la stupenda macchina in grado di sostituire senza fallo Young con Grbac o Bono senza che il rendimento ne soffrisse più di tanto, ed anche quel famoso "sistema" che imponeva a Shanahan ore intere di studio e che trasformò il coach scappato in lacrime da Davis nel vincente allenatore di due SB coi Broncos. Che Mariucci non avesse molto feeling col team lo si era avvertito dalle parole di Rice lo scorso anno ("non giochiamo da Niners") ma che la situazione precipitasse al punto attuale non se lo aspettava nessuno, anche perchè era il "sistema" Niners quello vincente mentre adesso Young, fra l'altro prossimo al ritiro, sembra essere non più rimpiazzabile, come Hanks (forse rilasciato un po' troppo frettolosamente) in difesa. Forse molti saranno contenti di questo, perchè le squadre troppo vincenti attirano sempre delle invidie...

Gino Grandi

 

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07/06/01
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