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COSA CI ASPETTA NELLA NFL
Preparate i popcorn, la birra e se
necessario il video registratore. Anche quest'anno l'attesa è finita: la
off-season è ormai alle spalle e una nuova stagione NFL sta per
iniziare. E' il momento dei pronostici, di verificare la nostra competenza, di
liberare le nostre speranze. Quale squadre ci sorprenderanno, quali ci
deluderanno, quali invece si riconfermeranno? E soprattutto: chi solleverà il
Vince Lombardi Trophy a fine Gennaio?
Mai come oggi nella NFL , a dire il vero, è stato difficile praticare l'arte
divinatoria dei pronostici. Il sogno dell'indimenticabile Commisioner Peete
Rozelle, la cosiddetta "parity", è divenuta infatti una
realtà. Da alcuni anni nemmeno gli esperti più celebrati riescono a
determinare il vincitore finale: troppe le variabili, troppo poche le differenze
tra le squadre. Ma questa incertezza, questo equilibrio - che dovevano essere la
ricetta vincente - si sono trasformati in un'arma a doppio taglio per l'NFL.
Il "salary cap" - cioè il tetto di spesa che le squadre non
possono superare - abbinato al meccanismo della "free agency" -
secondo il quale un giocatore diventa libero di vendersi sul mercato dopo 4 anni
di permanenza nella lega- hanno determinato infatti uno scenario molto diverso
da quello immaginato. Giocatori soddisfatti per le maggiori possibilità
contrattuali, ma tifosi letteralmente imbestialiti. Le nuove regole,
lasciando liberi i giocatori di servire il miglio offerente e limitando le
possibilità economiche delle squadre, impediscono di fatto la formazione delle
amatissime "dinastie": nessun proprietario, nessun general manager
può infatti permettersi ora di mantenere intatta una squadra che ha raggiunto
il vertice. Le dispute contrattuali che coinvolgono giocatori approdati al
successo finiscono con vere e proprie diaspore verso squadre più deboli ma per
questo con maggiori riserve finanziarie. Il risultato? Pochi giocatori di
talento per ogni squadra e formazioni stravolte, irriconoscibili da un anno
all'altro.
Se a questo aggiungiamo le tendenze "espansionistiche "
dell'NFL sui nuovi mercati, con l'inevitabile incremento del numero complessivo
delle franchige (che nel 2002 saranno 32), allora è fuori discussione che il
talento nelle squadre sia ormai diluito. Soprattutto nella posizione di
quarteback, dove sono in molti a dire non ci siano atleti di valore a
sufficienza per tutti. E così, lentamente, il pubblico americano si sta
staccando dal suo sport preferito. Poco importa che il campionato sia molto più
incerto di prima, se poi mancano i fuoriclasse e la qualità del gioco è
diminuita paurosamente livellata. I continui rivolgimenti nei rosters indotti
dal nuovo assetto del mercato professionistico provocano difficoltà di
adattamento e di amalgama tra i giocatori danneggiando la prestazioni,
soprattutto in attacco. Per gli stessi motivi i tifosi non riescono a sviluppare
un attaccamento verso i giocatori e quindi verso le squadre. Mancano i
personaggi, le leggende perché non hanno più il tempo di svilupparsi.
Basti pensare che dal 1996 nessuna partita NFL si è inserita nella classifica
dei dieci programmi televisivi più seguiti.
A peggiorare la situazione intervengono altri due fattori.
Innanzitutto le disposizioni che impediscono ai giocatori di festeggiare
in modo colorito dopo le azioni migliori (chi non ricorda la "sach dance di
Gastineau, l"Ickey shuffle di Woods o il "fun bunch" dei Redskins)
che spersonalizzano il gioco, omologandolo a standard da ufficio.
Quindi l'incredibile aumento di casi giudiziari nella NFL: mai prima di
quest'anno un giocatore in attività era stato accusato di omicidio. Ma
l'arresto prima del WR di Carolina Rae Carruth (in attesa di giudizio) e poi del
LB all-pro di Baltimore Ray Lewis (assolto per mancanza di prove) hanno gettato
una luce sinistra sul movimento, danneggiando non poco l'immagine della NFL.
Ovviamente il football è ancora lo sport più seguito, ma chi amministra
la lega vede assottigliarsi giorno dopo giorno il margine di vantaggio nei
confronti di altre leghe professionistiche, specialmente il Wrestling ,
uno spettacolo che fa molta presa sui giovanissimi. E non è un caso se il
prossimo rivale diretto della NFL verrà proprio da lì: il fondatore della WWF Vince
Mc Mahon sta infatti preparando il lancio di un campionato
professionistico alternativo che si disputerà a partire dalla prossima
primavera e proporrà un football vecchia maniera.
Come dire: il football cambia, ma non cambierà mai.
Carlo Mantovani